Viviamo davvero nell’era della distrazione?

Hey, ciao!

Questa settimana fanno esattamente 6 mesi che sono riuscito a pubblicare una newsletter a settimana, ogni settimana, senza mai bucarne una. Quindi permettetemi di farmi pat pat sulla testa da solo, è un bel traguardo da raggiungere vista e considerata la mia scarsa disciplina.

Mi sembra appropriato allora condividere con voi le riflessioni che sto ruminando in questi giorni riguardo la distrazione.

Ormai sono anni che leggo anche saggistica sull’argomento (”Deep Work” di Cal Newport ormai è un classico del genere, ma ho trovato interessante anche “Come diventare indistraibili?” di Nir Eyal.), ci feci anche un video tempo fa, quando stavo ancora imparando YouTube, e ricordo anche un bell’articolo su internazionale (questo, se siete abbonati) uscito non troppo tempo fa.

In questo articolo si partiva dalla comune sensazione per cui “gli smartphone ci stanno rubando l’attenzione, passiamo quotidianamente ore e ore su Instagram e TikTok, siamo tutti distratti”. Però poi l’articolo faceva un passo in più: forse non stiamo perdendo l’attenzione. La stiamo solo spostando altrove. In fondo la gente guarda serie TV da dieci ore di fila, si perde in podcast infiniti, gioca a videogiochi che richiedono settantacinque ore per essere completati. Non sembra gente incapace di concentrarsi.

Semmai, diceva l’autore, chi si lamenta di più della distrazione sono giornalisti, scrittori, professori. Gente che, in fondo, sta perdendo pubblico. E allora viene il dubbio: “la gente non presta attenzione” non sarà solo una versione elegante di “la gente non presta attenzione a me”? E a me è venuto un altro dubbio: non sarà che questo problema della distrazione sia tipico dei lavoratori della conoscenza, ossia di quelle persone che devono mettere il sedere sulla sedia e pensare in maniera intensiva su un singolo argomento?

Sicuramente è un problema per me, ogni singola volta che devo scrivere un video per YouTube, oppure scrivere queste newsletter. Però per tutti gli altri, magari, non è affatto un problema.

E qui arriviamo alla più recente spiegazione della distrazione che ho letto, fornita da Oliver Burkeman (sì lo so, sarà la terza volta che lo cito, ma che vi posso dire, ‘sto libro mi è proprio piaciuto). Secondo lui anche la distrazione si può spiegare con la tesi fondante di tutto il libro, ossia che anche questa altri non è che un tentativo di evitare il dolore di essere una persona finita che fa cose difficili nel tempo limitato che ha a disposizione.

Detta in altre parole, è più piacevole rimanere nell’onnipotenza della potenzialità inespressa e racchiusa dentro di noi, piuttosto che scegliere di percorrere un singolo ramo, tagliare tutti gli altri, e trovarsi pure con l’ansia per il rischio di fallire. Vista così bisogna essere proprio pazzi per prendersi la briga di scrivere, creare o costruire qualcosa. Ma chi ce lo fa fare??

Eppure per qualche motivo sembra anche essere il modo migliore di stare al mondo. L’aveva capito già Seneca, possiamo arrivarci anche noi.

Alla prossima settimana, bella!

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

🎮 Videogioco e Serie TV – The Last of US

In questi giorni ho attivo l’abbonamento a NOW TV (per vedere Masterchef, ne parlavo qualche settimana fa), e ne sto approfittando per vedere le serie che mi sono perso: ho iniziato con Last of US, e la prossima sarà “The Pitt” (su cui potrei anche fare un video reaction volendo, essendo un medical drama: lo vedreste?). Questo è uno di quei casi in cui videogioco e serie TV si mescolano in maniera quasi indistinguibile: già il titolo originale di Naughty Dog era estremamente orientato sulla narrazione, e ora gli scrittori ne hanno riportato con estremo rispetto e attenzione le atmosfere, i personaggi e persino le singole scene vissute con il joypad in mano. Si sono presi qualche libertà, certo, ma credo sia legittimo e ben fatto. Ad ogni modo in entrambi i casi e esce fuori un’esperienza estremamente cruda e viscerale, come un pugno allo stomaco che un po’ te lo aspettavi ma cavolo, non così violento. La differenza è che in uno sei tu a nasconderti dagli zombie e a sparare ai soldati cattivi, nell’altro ci sono Pedro Pascal e Bella Ramsay che vivono quell’orrore al posto nostro. Voi cosa preferite?

🎬 Il mio video di questa settimana:

Sai Davvero TUTTO sulla Tachipirina?

✍️ Citazione della settimana:

“Definire l’attenzione una «risorsa», però, significa fraintendere la centralità che ha nelle nostre vite. La maggior parte delle risorse a cui ci affidiamo, come il cibo, il denaro e l’energia elettrica, servono ad agevolare la vita, e in alcuni casi è possibile farne a meno almeno per un po’. L’attenzione, invece è la vita: l’esperienza di essere vivi coincide con la somma di tutto ciò a cui prestiamo attenzione. Quando ci guarderemo indietro sul letto di morte, la nostra vita sarà stata ciò che ha attirato la nostra attenzione un momento dopo l’altro. Se prestiamo attenzione a qualcosa che non reputiamo particolarmente prezioso, non è un’esagerazione dire che stiamo pagando con la vita.”

Come fare per avere più tempo?: Time management per comuni mortali”, Oliver Burkeman

(qui in versione cartacea, con altro titolo: “4000 ore alla settimana” che sarebbe quello giusto poi)

(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)

Avatar RiccardoFP

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