Hey, ciao!
Poco più di un anno fa vi ho scritto che la medicina della longevità è una c***ta pazzesca, e che si trattava semplicemente si una moda che ha raccolto l’eredità del biohacking quando questo cominciava ad esaurirsi. Nel frattempo la situazione non è affatto cambiata e il marketing del “vivere a lungo” ha prosperato: continuano a spuntare come funghi le cliniche della longevità, e ormai anche il centro analisi sotto casa propone il suo “pacchetto longevità”.
Questo marketing combina da una parte gli integratori come “panacea di tutti i mali” e dall’altra l’imperitura “fonte dell’eterna giovinezza”. Insomma, passano i millenni ma continuiamo a cascare sugli stessi miti di sempre.
Piuttosto, vorrei raccontarvi invece cosa c’è di vero sullo sfondo, che ha fatto fiorire tutto quanto.
Esiste un filone di ricerca che si chiama riprogrammazione epigenetica parziale (ne avete mai sentito parlare da questa gente? Non credo, acchiappa poca attenzione). L’idea si base è: invecchiando le cellule perdono le istruzioni su cosa devono fare e per questo diventano incapaci di rigenerarsi, quindi basta riscrivere queste informazioni in laboratorio. Semplice, no?
In verità qualcosa sono riusciti a farlo: hanno preso una coltura cellule di pelle di novantenni e le hanno ringiovanite. Hanno ringiovanito topi malati, facendo tornare neri i loro peli ingrigiti. E proprio quest’anno a marzo è partita la prima sperimentazione sull’uomo, diciotto persone, per provare a curare il glaucoma
Interesse e soldi non mancano: l’azienda più finanziata si chiama Altos Labs, è nata nel 2022 grazie a tre miliardi di dollari messi, tra gli altri, da Jeff Bezos.
E poi c’è David Sinclair, genetista ad Harvard, che sicuramente è il personaggio più ingombrante di tutto questo mondo. Ha in effetti condotto degli studi importanti in questo ambito e per questo è considerato uno dei maggiori esperti. Ma è anche famoso per spararle grosse: nel 2019 ha sostenuto che la prima persona che arriverà a 150 anni è già nata. Nel 2024 invece ha diffuso sui social un comunicato secondo cui era “provato” che un suo integratore ringiovaniva i cani (poi ha detto di essere stato citato male). Uno stretto collega lo ha poi chiamato ciarlatano su Twitter, e ha recentemente dovuto lasciare la presidenza dell’accademia che aveva cofondato.
Ma forse la storia più famosa è quella avvenuta nei primi anni duemila, in cui fondò un’azienda sul resveratrolo (il famoso antiossidante contenuto nel vino rosso, avete presente? Lui sosteneva che allungava la vita). Poi l’ha venduta a GlaxoSmithKline (quella dell’Augmentin) nel 2008 per 720 milioni di dollari. Due anni dopo Pfizer riguardò le ricerche condotte, concluse che il composto non prometteva niente, e tagliò quella ricerca.
Nonostante tutto Sinclair rimane un personaggio di spicco, e il paradosso è che proprio quella sperimentazione sull’uomo, quella seria sul glaucoma, esce proprio dal suo laboratorio. Perfino il collega che lo aveva insultato glielo riconosce.
E forse il punto di tutta la storia sta proprio qui.
Queste ricerche sono interessanti, e sì, c’è in effetti qualche novità , ma è un po’ come quando leggiamo che siamo vicini al teletrasporto perché siamo riusciti a trasportare un fotone, o prossimi a viaggiare su Marte. Per “vicini” si intende forse tra una o due generazioni. È una questione di prospettiva e di ordini di grandezza, ed è chi gioca su quelli che inganna le persone.
Del resto, all’inizio di quest’anno, alla più importante conferenza sulla longevità tenuta a Miami, il presidente dell’accademia ha chiuso i lavori dicendo alla sessantina di scienziati presenti in sala che l’indomani mattina voleva vedere più gente in palestra.
Perché per quello che ne sappiamo al momento, per vivere più a lungo (o meglio: per vivere più a lungo senza malattia, che è l’unica cosa che possiamo davvero provare a fare) i fondamenti sono i soliti di sempre, e sono noiosissimi appena li spogli dal marketing: mangia bene, dormi a sufficienza, riduci lo stress e, soprattutto, fai tanto sport.
Alla prossima settimana, bella!
Riccardo
✍️ Citazione della settimana:
“Una buona regola empirica è parlare a sé stessi come si parlerebbe a un amico. Dato che ci conosciamo molto bene, tendiamo a essere i nostri critici più severi, ma se parliamo a noi stessi come faremmo per aiutare un amico, possiamo vedere la situazione per quello che è realmente.”
Come diventare indistraibili, Nir Eyal
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