Segnalarne Una non ne segnala Cento

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Hey, ciao!

Questa settimana si è consumata una piccola gogna ai danni della dottoressa Debora Rasio, oncologa e ricercatrice, colpevole di aver pubblicato un video in cui ci spiegava con un tono un po’ accondiscendente che non abbiamo capito niente: il sole non causa il melanoma, mentre le creme solari, quelle sì, sono pericolose e non dovremmo spalmarle.

La retorica è la solita di medici, nutrizionisti, personal trainer che, per convincerci di essere in possesso dell’unica vera verità nascosta dai poteri forti, anticipano subito le obiezioni mettendoci in guardia sul fatto che gli studi e le prove a favore delle loro tesi sono ben nascosti, e tenuti sotto chiave da forti interessi economici.

Dopodiché continuano le loro dimostrazioni presentando piccoli studi (spesso fatti male o pubblicati su riviste insulse) che non dimostrano un bel niente. Ma lo sappiamo già: con sufficiente creatività, dalla letteratura scientifica si riesce ad argomentare tutto e il contrario di tutto.

Insomma, roba che chi mi segue dovrebbe conoscere bene: è praticamente l’ABC del fuffarolo dei social, e ogni mia reaction a questi contenuti finisce sempre per parlare di questo. Anche io, tempo fa, avevo dedicato una reaction alla stessa Debora Rasio, che consigliava il litio come toccasana per l’Alzheimer, e l’avevo invitata alla cautela nelle dichiarazioni online.

Comunque, vi ho riassunto questa storia per arrivare al punto che mi ha colpito davvero.

Questa volta la collega deve aver toccato un livello di disinformazione troppo grande persino per un pubblico di internet che, troppo spesso, dimostra di essere di bocca buona. Decine di persone hanno deciso di segnalarla all’Ordine dei Medici, numerosi colleghi si sono scagliati in dei (facili) fact checking, e la faccenda è finita anche su un articolo di Repubblica.

Il problema è che trovo inutile, e tutto sommato ingiusto, riservare questo trattamento a una sola persona quando i social sono letteralmente invasi di disinformazione pericolosa, al punto che, mi sembra, questa superi di gran lunga in quantità l’informazione sana.

Questi amichevoli segnalatori di quartiere saranno soddisfatti, immagino, di aver fatto il loro dovere. Però rimane lì tutto il resto. Giusto per fare un po’ di conti a sentimento, abbiamo ancora in giro:

  • un video con centinaia di migliaia di visualizzazioni in cui l’autore definisce “scandalose” le linee guida sulla vitamina D, dicendo che secondo lui il valore realmente efficace è 4 volte superiore a quello comunemente consigliato, vicino ai valori tossici
  • lo stesso autore che più volte ha cercato di convincerci che il colesterolo non fa male e le statine sono tossiche (un po’ come la crema solare, insomma)
  • sulla stessa linea, una famosa dottoressa che dice di aver studiato le linee guida d’oltralpe, a suo dire migliori delle nostre, e secondo cui il colesterolo fa bene al punto che, dice lei, è più sano friggere nello strutto (i suoi libri si trovano nella sezione dieta e salute di qualsiasi libreria, a riprova di quanto sia illustre e informata)
  • Poi abbiamo il rampante esperto di digiuno intermittente che ci spiega, secondo la teoria mai confermata del picco insulinico, che mangiare mandorle prima di un cornetto ne annulla l’effetto ingrassante. Ah, e che spruzzarsi il profumo sul collo rischia di danneggiare la tiroide (anche lui premiato per la sua autorevolezza con la pubblicazione di un libro diffuso in ogni Mondadori)

Mi fermo qui, riferendomi ai soli medici. Se cominciassimo a includere anche farmacologi, farmacisti e biologi nutrizionisti che, oltre a fare disinformazione pericolosa, giocano pure a fare i medici giocando sull’ambiguità del “dott.”, allora la lista diventerebbe dieci volte più lunga.

Il punto è che quanto accaduto questa settimana non arginerà minimamente il fenomeno della disinformazione sanitaria, e probabilmente non renderà più cauta nemmeno la dottoressa Rasio: di solito questi personaggi reagiscono con la solita retorica del “tanti nemici, tanta fama”. Basta guardare com’è andata col dott. Citro e i suoi fan.

Credo che la risposta debba essere più strutturale. Le leggi già ci sono, ma la loro applicazione è praticamente inesistente. Quello che manca è una responsabilizzazione delle piattaforme che ospitano questi video: se una cosa del genere fosse andata in RAI, ne avrebbero risposto gli autori del programma, il direttore, l’azienda stessa. Instagram, invece, probabilmente non sa nemmeno che sia successo qualcosa.

Voi cosa ne pensate?

Alla prossima settimana, bella!

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

🎮 Videogioco – Saros, PS5

Nonostante fossi rimasto folgorato da Returnal, predecessore di questa esclusiva ps5, non sono arrivato a finirlo e di certo non per mancanza di tentativi. Entrambi i giochi infatti sono degli shooter in terza persona con struttura roguelike e delle bossfight impressionanti con una quantità ridicola di proiettili sullo schermo al punto di ricordare i vecchi giochi tipo r-type o il più moderno cuphead. Saros si discosta poco da Returnal, per fortuna. Direzione artistica magistrale, atmosfera horror ben realizzata, e soprattutto game e combact design di primissimo livello. Certo, è difficilotto e dovete essere ok con il morire spesso e imparare dai vostri errori, quindi è consigliato solo se vi piace la filosofia “git gut” dei soul-like.

Avatar RiccardoFP

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