Hey, ciao!
L’altro giorno in un gruppo WhatsApp con un collega di Verona (uno di quelli bravi davvero, non come me) ha mandato un link ad uno studio, aggiungendo: “L’ennesimo studio che dice che la vitamina D non serve a niente.”
Lo studio era questo: una meta-analisi pubblicata sul BMJ che ha analizzato 69 studi clinici randomizzati su oltre 150mila persone (quindi piuttosto granitico, non una robetta studiata su 8 persone e 3 topi…), e conclude che calcio e vitamina D, da soli o in combinazione, non riducono le fratture se somministrati nella popolazione generale.
Ovviamente il tono era tutto soddisfatto, ma anche pieno di frustrazione perché “Ecco vedì? Vedi che abbiamo ragione?” fa il paio con “Oh Dio Santissimo, dovremo continuare a spiegarlo alle persone che proprio non ne vogliono sapere”.
E io, che sono probabilmente uno dei medici più scettici d’Italia riguardo agli integratori, mi sono ritrovato a fare il contrario di quello che ci si aspettava da me: a difenderla.
Perché è vero, lo studio conferma quello che già sapevamo: l’integrazione di vitamina D e calcio sulla popolazione generale sana serve poco o nulla dal punto di vista delle fratture. Ma le evidenze su chi ha già osteoporosi conclamata, o su chi ha una carenza documentata, quelle restano. E sono buone.
Il problema reale di questa vitamina è un altro: gode di ottima salute sui social e nelle farmacie molto più che nella letteratura scientifica. E ci sono ancora colleghi, lo sappiamo tutti, che la prescrivono quasi per riflesso, forse per abitudine, forse per accontentare il paziente che l’ha sentita citare da qualcuno su YouTube.
E proposito di YouTube: proprio lo stesso giorno Roberto Gindro, farmacista e ottimo divulgatore, ha fatto un video che racconta la stessa storia proprio a partire dallo stesso studio (se vi interessa, eccovi il video). Anche lui si è stupito della reazione dei fan accaniti della vitamina, convinti che somministrarla a megadosi associata a vitamina K2 cambi tutto. Ci siamo scritti sotto al video e avevamo la stessa identica espressione mentale: ma da dove arriva questa convinzione delle persone, e così radicata poi?
Per quanto ne so, l’idea delle megadosi con K2 è stata diffusa principalmente da persone esperte di marketing, non di medicina. Ma questa è un’altra storia, e ci torneremo.
La morale, se c’è, è questa: c’è uno scollamento enorme tra quello che circola sui social e quello che la letteratura scientifica dice davvero. E non è colpa solo dei non-sanitari. Ci sono professionisti della salute che alimentano aspettative che i dati non giustificano, altri che semplicemente non si aggiornano abbastanza, e in tutto questo ci sguazzano i guru che cercano di vendere anche la madre.
Il lavoro per portare una buona conoscenza alle persone è ancora molto, molto lungo.
Alla prossima settimana, bella!
Riccardo
❤️ Le cose che ho amato di più:
📺 Video – What makes this Mini-Bike $2100?, Casey Neistat (YouTube)
Non ricordo in quale vlog dichiaravo, a chi non se ne fosse ancora accorto, che i miei vlog sono dichiaratamente “ispirati” a quelli di Casey Neistat. Se non lo conoscete… beh, diciamo che è la persona che più di tutte ha influenzato e contribuito a creare il vlogging su YouTube. Se avete tempo per vedere solamente un breve video suo, direi che questo è uno dei più belli. Comunque, ha fatto vlog ogni singolo giorno iniziando nel 2016 per circa un anno e mezzo e poi niente, s’è rotto, ha cominciato a pubblicare sporadicamente, a volte anche solo 1-2 volte l’anno. Ora non so cosa sia successo, ma ormai sono 2 mesi che ha ripreso a pubblicare anche 2-3 video a settimana. Non so cosa sia successo, ma io sono contentissimo.
🎬 Serie TV – Due Spicci, ZeroCalcare (Netflix)
La cosa che mi colpì di più di Strappare lungo i bordi, la prima serie su Netflix di Zerocalcare, è che uscì praticamente in contemporanea con Arcane, una mega produzione titanica, realizzata da uno studio di animazione impressionante e basata su uno dei videogiochi più famosi di tutti i tempi (League of Legends). Eppure, messe una di fianco all’altro, Zero vinceva a mani basse. La storia e le emozioni portate avanti erano proprio in un altro campionato. Non c’era perfezione tecnica che potesse battere una buona scrittura genuina. E ora cosa c’entrerà tutto questo con Due Spicci? Beh, perché Michele Rech (il vero nome di ZeroCalcare) ormai è un bel po’ di tempo che continua a fare seeeeempre la stessa cosa. E meno male, perché la fa meglio di chiunque altro. Spero che lui non si sia stufato, perché io di sicuro no.
✍️ Citazione della settimana:
Nulla è originale. Lo scrittore Jonathan Lethem ha detto che, quando si sostiene che qualcosa è «originale», nove volte su dieci è perché non si conoscono i dettagli delle fonti. Gli artisti in gamba si rendono conto che non esiste qualcosa che arrivi dal nulla: tutte le opere creative si fondano su ciò che è venuto prima, senza che niente possa essere completamente originale. Proprio come dice la Bibbia: «Non c’è niente di nuovo sotto il sole» (Ecclesiaste, 1:9). Benché per qualcuno si tratti di un concetto deprimente, a me infonde speranza. Per dirla con le parole dello scrittore André Gide: «Tutto ciò che era necessario dire è già stato detto: ma, visto che nessuno stava a sentire, bisogna ripetere di nuovo ogni cosa». Se ci si libera dal fardello di essere completamente originali, si può smettere di provare a trarre cose dal nulla per accogliere le influenze invece di sfuggirle.
Ruba come un Artista, Austin Kleon
(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)

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