La nausea non fa dimagrire

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Hey, ciao!

Quando le persone si iscrivono alla mia newsletter chiedo sempre di scrivermi cosa gli piacerebbe leggere da me e come potrei aiutarli.

Stavolta mi ha scritto Andrea (nome di fantasia): 49 anni, 1.90m, partito da 117,8 kg.

Ipertensione in terapia da quando ne aveva 25, trigliceridi che senza terapia viaggiavano verso gli 800 (verosimilmente una forma di dislipidemia familiare), apnee notturne, lavoro a turni continui da quando ne aveva 15. Nel tempo il peso è sempre oscillato tra 105 e 120 kg .

Insomma, il paziente ideale per i farmaci GLP-1 agonisti.

E infatti dall’8 giugno è in terapia con tirzepatide, seguito dal suo medico. Dopo i primi 45 giorni: meno 10 kg.

Però lamentava nausea importante e risvegli notturni se la sera mangiava un po’ di più.

Ad un certo punto legge da qualche parte che iniettare nella coscia riduce gli effetti collaterali, e autonomamente decide di provare per due settimane.

Gli effetti collaterali scompaiono completamente, ma insieme a quelli sparisce anche il calo di peso: zero, fame tornata prepotente, umore a terra.

Torna quindi a fare le punture sull’addome: tornano nausea fortissima, risvegli nel cuore della notte con battiti a 100, sudorazione, senso di vomito.

Se non altro anche il peso torna a scendere. Oggi è a 105,3 kg.

La sua ipotesi è che sulle cosce non ha grasso, quindi quelle due dosi da 5 mg sono andate sprecate.

Cosa sappiamo sul sito di iniezione

Negli studi di farmacocinetica, addome, coscia e braccio danno esposizioni al farmaco sostanzialmente sovrapponibili. Per questo la scheda tecnica li mette tutti e tre sullo stesso piano. Sulla carta, cambiare punto non dovrebbe cambiare niente (se non qualcosina, un minimo, praticamente ininfluente).

Quegli studi però sono fatti su popolazioni medie. In una coscia con pochissimo tessuto sottocutaneo, con un ago lungo e una spinta perpendicolare troppo forte, in effetti il farmaco può finire più in profondità di quanto previsto.

Si tratta di una molecola pensata per essere rilasciata lentamente nel sottocutaneo, e per andare lì basta premere delicatamente, quel tanto che basta per spingere l’ago fino in fondo senza che la pelle si pieghi. Se invece il farmaco finisce altrove, verrà assorbito diversamente.

Ad esempio, è capitato anche a me di aver premuto troppo sulla pancia e (credo) averlo iniettato in muscolo una volta: assorbimento istantaneo, la sera sono stato malissimo, due giorni dopo l’effetto era già finito.

Insomma: l’ipotesi di Andrea è ragionevole, ma non è dimostrata. Ci sono anche spiegazioni meno affascinanti, e statisticamente più probabili:

  • I disturbi gastrointestinali si attenuano da soli col tempo. Due settimane dopo il passaggio a 5 mg è proprio la finestra in cui questo può capitare.
  • Il calo rallenta da solo dopo le prime settimane, è normale e atteso. Nessuno mantiene il ritmo di 1.5 kg a settimana (per fortuna).
  • Quando la nausea sparisce, si torna a mangiare qualcosa in più. Buona parte dell’effetto delle prime settimane è causato anche in parte da questo.
  • Lo sappiamo bene: l’effetto placebo esiste. Aspettarsi che una cosa funzioni cambia quello che percepisci di quella cosa.
  • Potrebbe in effetti aver fatto male l’iniezione, ma la sede di inoculazione non c’entra, lo stesso errore può accadere anche sulla pancia.

Una considerazione finale importante

La nausea non misura quanto sta funzionando la terapia. Esistono studi che hanno dimostrato che poi, alla lunga, il peso perso diventa identico sia in chi ha avuto esperienza di nausea, sia in chi non l’ha avuta.

Quindi se vi stavate chiedendo se soffrire di più significa risultati migliori, la risposta è no.

Questa newsletter è nata in maniera un po’ diversa dal solito, ho voluto raccontarvi un “caso clinico” e come ci ragiono sopra. Vi può interessare? Fatemelo sapere rispondendo a questa email.

Alla prossima settimana, bella!

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:🎮

📽️ Film – The Odissey (Christopher Nolan, 2026)

Finalmente, il giorno di Ferragosto alle 10 di mattina, ho trovato posto per andare a vedere l’Odissea di Nolan in un cinema IMAX e in lingua originale (ok, un IMAX digitale e non analogico, ma almeno rispetta i 70 mm “as Nolan intended”. Anche perchè ci sono solo 4 IMAX analogici in tutta Europa, e nessuno in Italia).

Inaspettatamente sono riuscito anche ad arrivare incondizionato alla visione: sapevo pochissimo del cast (incredibile), della produzione (magistrale) e non immaginavo nemmeno che tipo di libertà si era presa (inevitabilmente) la scrittura per adattare una roba arcaica come Omero al pubblico americano in questi anni 20 così affamati di dopamina e ritmi narrativi adatti alle neurodivergenze.

E invece questo film riesce in tutto.

Solo un regista nella posizione di Nolan poteva permettersi di prendere un genere fuori moda (un colossal storico nel 2026??) partendo da un classico sacro e riuscire ad adattarlo ad un linguaggio moderno ed elegante, spettacolare ma appropriato.

Avete presente il Troy con Brad Pitt? Ecco, tutta un’altra cosa.

✍️ Citazione della settimana:

Divertimento è cercare la variabilità in qualcosa che gli altri non notano. È fare breccia nella noia e nella monotonia per scoprire la sua bellezza nascosta.

Come diventare Indistraibili – Nir Eyal

(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)

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