Su tirzepatide, lipedema e cellulite

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Hey, ciao!

Di nuovo mi ritrovo a parlare di “La volta buona”, programma su Rai1 di Caterina Balivo a cui sono stato invitato un mesetto fa e che ho anche documentato in un vlog. Questa settimana è stata un’altra dottoressa, Ilaria Rossiello, che pure ha dichiarato di fare personalmente uso di semaglutide.

Proprio all’inizio Balivo le dice “è la prima volta che incontro un medico che ha fatto uso di questi farmaci!!”, e quando l’ho sentito il mio cuore si è infranto. 💔

Forse a voi questo nome non dirà nulla, ma io invece mi ricordavo della collega perché circa un anno fa andò un po’ su tutti i giornali la notizia di questa dottoressa e influencer che non tollerava più il proprio lavoro e decise di chiudere l’ambulatorio. A quanto pare nel frattempo ha preso un master in nutrizione clinica e si è buttata sulla prescrizione di farmaci per l’obesità.

Mh, mi ricorda qualcuno. 🙂

Però c’è stata una cosa che non mi è piaciuta: ha raccontato in diretta di usare semaglutide per un utilizzo off-label, autoprescritto, mirato a curare un “dolore alle gambe” e ne ha avuto un grande beneficio. Immagino che si riferisse ad un lipedema, e sono contento che abbia funzionato, ci mancherebbe. Però ecco, io non sarei andato a raccontarlo così.

Non per pudore, figuriamoci (hanno mostrato le mie foto da obeso sulla prima rete nazionale, ormai il pudore l’ho gettato alle ortiche) ma perché un conto è normalizzare l’utilizzo di questi farmaci (che è una battaglia che porto avanti anche io), ma un’altro è sdoganare ogni utilizzo off-label possibile. Un caso personale non fa evidenza scientifica, e di evidenze su questo utilizzo ce ne sono veramente poche.

Ma andiamo con ordine.

Il lipedema è una malattia vera: è un accumulo di grasso anomalo, simmetrico e sproporzionato su gambe e fianchi. E’ di solito doloroso, può arrivare a causare nodularità evidenti e causare la facile comparsa di lividi. Può comparire anche in donne magre, e la fregatura più grossa è che risponde poco o niente a dieta e sport.

Però NON è un sinonimo di cellulite: la “pelle a buccia d’arancia” è un difetto estetico, non fa male, e non causa aumento di volume o deformazione evidenti.

Il mio problema è che oggi sui social “lipedema” sta diventando la spiegazione per qualsiasi gamba grossa. Devo ancora scoprire il motivo, ma questo termine che fino all’altro ieri era sconosciuto ai più ora sta andando tremendamente di moda e sto osservando una tremenda impennata di auto (e sovra) diagnosi.

Ma veniamo ai farmaci GLP-1 agonisti.

Un fondo di vero c’è, ed è giusto darglielo: l dolore del lipedema nasce in buona parte dall’infiammazione del tessuto, e ridurre sia il volume che l’infiammazione di questo tessuto è qualcosa che sulla carta tirzepatide può fare bene, grazie alla sua attività non solo su GLP-1 ma anche su GIP.

C’è pure uno studio osservazionale, tutto italiano e spesso citato da diversi influencer, che ha descritto un miglioramento evidente. C’è solo una fregatura: era su 5 donne (ricordatevelo la prossima volta che sentite “c’è uno studio che ha dimostrato che…”). Ma oltre a questo per il lipedema non c’è nessuna evidenza e nessuna approvazione, è tutto off-label.

Non ho nulla contro l’off-label, ma deve essere molto chiaro cosa significa e cosa si sta facendo. Credo sia abbastanza evidente invece che combinare “condizione auto diagnosticata a min***a sui social” + “farmaco che si presta ad abuso” non è proprio un tipo di discorso su cui mi impelagherei. Ecco perché io non ne avrei parlato in TV.

E torniamo quindi all’inizio: per come è apparso, questo episodio è sembrato più un claim alla Di Bella, Panzironi o Stamina, piuttosto che divulgazione fatta bene. Ma non ne faccio una colpa per la collega: sono stato lì anche io e ho avuto esperienza diretta di quanto ti rendano impossibile esprimerti e raccontare le cose per bene. Però ecco, io mi aspetto dei reality check dai colleghi sotto ai miei video, quasi spero che mi correggano perché sono piuttosto certo di fare errori. Quindi questo è il mio modo di aiutarla, se mai leggerà queste righe.

Prima di chiudere, voglio chiedervi aiuto: tra chi legge ci sarà qualcuna che ha il lipedema, magari diagnosticato tardi, magari mai. Rispondete a questa mail e raccontatemi: ve l’ha mai nominato un medico? Avevate idea precisa di cosa fosse, o vi è stato presentato come un sinonimo della cellulite.

Ci sto pensando per un video, ma voglio partire da voi.

Alla prossima settimana, bella!

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

🛍️ Acquisto – Roborock Saros 20 (robot lava-pavimenti automatico)

Circa due settimane fa ho preso in sconto di 300 euro questo robot che lava e aspira i pavimenti. Non avevo voglia di ricercare il robot migliore e vedermi infiniti video su YouTube, quindi per la prima volta ho lasciato fare una ricerca a Perplexity (cugino di chatGPT) e mi sono fidato dell’intelligenza artificiale. Unico problema è che non ho affatto pensato che a breve c’era il prime day, ed è appena andato in sconto di 500 euro. Bravo me. Se lo prendete questa settimana almeno voi potete approfittarne. Ma veniamo al dunque. Dopo 8 anni era ora di dare il cambio al roomba: ormai erano più le volte che lo trovavo incastrato sotto al divano che le volte che aveva pulito casa. Quindi per carità, sono rimasto indietro di 8 anni sulla tecnologia di questi aggeggi, ma sono rimasto completamente affascinato dal livello a cui sono arrivati. Il robot si auto inclina e riesce a superare le soglie, lava a 65 gradi per sciogliere lo sporco, solleva i panni lavanti quando passa sopra ai tappeti, torna alla postazione per ricaricare da solo acqua e sapone quando ha bisogno, ripulisce i panni quando ha finito e li asciuga pure (per evitare odori, sai com’è). Incredibile. Non dico che ti evita di fare il lavaggio a mano ma… praticamente anche sì. Ampiamente soddisfatto dell’acquisto, grazie Perplexity.

📚 Libro – Non chiamarla Arte, Austin Kleon

Adoro Austin, e questo suo nuovo libro è arrivato inaspettato. Continua con lo stesso stile la trilogia con cui è diventato famoso (Ruba come un artista, Semina come un artista, Tieni duro), e alla stessa maniera risulta una carezza per l’anima. Il classico libricino che finisci un un’ora, ma che è divertente riprendere ogni tanto, leggere una pagina a caso, e sorridere perché è proprio quello di cui avevi bisogno. Questa volta l’autore ci mostra come ha imparato dai bambini cosa vuol dire creare Arte senza troppe infrastrutture, perché alla fine l’espressione di sé è un’istinto molto umano che viene fuori da solo, se solo gli lasciamo il modo di farlo.

✍️ Citazione della settimana:

Una regola più realistica, e che credo rifletta più accuratamente l’approccio originale, è quella di fare qualcosa quasi ogni giorno. È lo stesso suggerimento che Dan Harris, conduttore del podcast sulla meditazione Ten Percent Happier, dà a chi gli chiede quanto spesso praticare. Se siete dei tipi ambiziosi, quel «quasi» potrebbe sembrarvi un po’ autoindulgente, ma non è così. … «quasi ogni giorno» non è sinonimo di «quando capita»: sappiamo istintivamente che due volte alla settimana non rientra nella definizione, mentre cinque sì, oppure tre o quattro nei periodi particolarmente frenetici. Il principio mantiene una certa disciplina senza imporre gabbie troppo rigide: esercitate comunque pressione su voi stessi, senza però essere obbligati all’azione dalla presenza di una regola ferrea.

Meditazione per comuni mortali – Oliver Burkeman

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Avatar RiccardoFP

Una risposta a “Su tirzepatide, lipedema e cellulite”

  1. Avatar Mariateresa Barbaglia- Gallarotti
    Mariateresa Barbaglia- Gallarotti

    Grazie Dottore ! Leggo e medito sulle sue gradite e-mail . 🫂🫂🫂

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