Sport e umore: fa bene davvero, ma…

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Hey, ciao!

Partiamo da un segreto che non è tanto un segreto: Fare sport fa bene all’umore quanto gli antidepressivi.

Ma è proprio così?

Non molto tempo fa è uscita una revisione Cochrane bella corposa, 57 studi randomizzati, oltre 2.000 persone con depressione. E i risultati, in effetti, confermano che muoversi aiuta.

Si hanno dei risultati non lievi, ma moderati sui sintomi, a prescindere dal tipo di attività e dall’intensità. Vuol dire che non importa se l’esercizio era aerobico (Corsa) anaerobico (pesi) o misto (addirittura il ballo funziona altrettanto bene!). E non importa nemmeno se fosse di livello amatoriale o professionale.

La cosa che trovo più curiosa è che, nei pochi studi che lo hanno confrontato direttamente, l’esercizio se la giocava addirittura alla pari con psicoterapia e con farmaci.

PARI EFFICACIA, non so se ci rendiamo conto.

Fin qui sembra la vittoria del partito “natura batte chimica”. Sembra dare ragione a quelle persone che dicono “ma che ci vai a fare dagli psicologi, a regalare loro soldi? Metti le scarpe e vatti a fare una passeggiata piuttosto”.

Però…

… Però ci sono anche un paio di dettagli che a queste persone sfugge.

Quando hanno rivalutato le persone qualche mese dopo aver smesso di allenarsi, il beneficio era svanito. Tradotto: l’effetto dura finché ti muovi, e se ti fermi se ne va.

E poi il contorno che conta:

  • La certezza delle prove è bassa quasi ovunque (troppo eterogeneità tra gli studi).
  • Tanti studi avevano abbandoni alti, quindi è probabile che a finire siano rimasti i più motivati. Che è come misurare quanto fa bene la palestra intervistando solo chi ci va già volentieri.
  • E poi hanno escluso yoga e stretching, quindi parliamo di un pezzo specifico di “movimento”, non di tutto.

Il punto è questo: l’esercizio aiuta sul serio, ed è una delle cose più sensate che possiamo consigliare (e se volete massimizzare l’effetto, fatelo in mezzo alla natura). Ma “aiuta” e “cura la depressione” sono due cose diverse.
Usarlo come bastone per far sentire in colpa chi prende un farmaco è una cosa che, lo sapete, mi fa sempre girare un po’ le scatole.

Muoviti perché ti fa stare meglio adesso, perchè ti fa invecchiare meglio, perché fa bene al corpo, e perché è gratis. Ma non perché qualcuno su Instagram ti ha promesso che così butti via le medicine.

Alla prossima settimana, bella!

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

📽️ Film – Disclosure Day, Steven Spielberg (2026)

Questo film è un thriller. E’ scritto in quella maniera che tiene lo spettatore all’oscuro da tutto e da quando inizia a quando finalmente comincia a spiegarci qualcosa passano ben 40 minuti. Li ho contati. Eppure esattamente com un thriller ben scritto dovrebbe fare, il tempo vola e il ritmo ti prende per la gola senza lasciarti un attimo in pace. Ma di cosa parla?

Quando ho cominciato a studiarmi un po’ di storytelling ho scoperto che Jurassic Park non parla di dinosauri: parla di un uomo cinico e disilluso che ritrova la fede in Dio grazie a due ragazzini. Ecco allora che lungo tutta la durata del film mi sono chiesto: ma al di là degli alieni, se mettiamo da parte queste riprese bellissime e questa cura per i dettagli, di cosa parla questo film?

Beh, mi sono fatto un’idea, ma non so come dirvela senza spoiler, quindi la terrò per me. Pensateci mentre lo vedete, e fatemelo sapere per mail, se vi va.

Di sicuro questo regista giurassico ha ancora molto da insegnare a tutti questi pischelli che provano a fare cinema più moderno.

🎬 Il mio video di questa settimana:

Direi che il video di questa settimana cade a fagiolo anche col tema di questa newsletter 🙃

✍️ Citazione della settimana:

Alcune forme di finitudine umana sono relativamente facili da percepire: il tempo a nostra disposizione, ad esempio, o l’impossibilità di controllare le azioni altrui. Ma una in particolare, per quanto significativa, rischia di passare inosservata, e cioè il nostro essere irrimediabilmente ancorati al presente, confinati in questo momento, senza la possibilità di alzarci in punta di piedi e sbirciare oltre lo steccato temporale per assicurarci che tutto andrà per il meglio.

Meditazione per comuni mortali – Oliver Burkeman

(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)

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