L’insopportabile retorica delle medicine alternative

Hey, ciao!

Devo scusarmi in anticipo: temo che questa sarà un’edizione un po’ più pesante del solito. Ma certe cose vanno dette, anche quando fanno male.

Lo spunto arriva quando ho letto la storia di Francesco, il quattordicenne morto nel 2024 per un osteosarcoma nel Vicentino. I genitori lo avrebbero “curato” con l’arnica seguendo le indicazioni di un centro che pratica la dottrina Hamer. Quando è arrivato al pronto soccorso di Perugia, il tumore era talmente avanzato che la dottoressa ha dichiarato di non averne mai visto uno in quello stato. Hanno potuto fare solo cure palliative. Era troppo tardi per operare.

Questa storia mi ha fatto riflettere sulla retorica che sento ripetere continuamente, sia dai guru della medicina alternativa che da chi li segue. Sono sempre le stesse frasi: “Ma che ti importa, mica fa male”. “Per quello che costa”. “Il corpo è mio e posso decidere da solo”. E la mia preferita: “Voi medici siete pagati da Big Pharma” (mi piacerebbe, purtroppo mi paga lo Stato Italiano. E pure poco).

Eppure storie come quella di Francesco rendono drammaticamente chiaro come le medicine alternative possano ritardare o talvolta perfino impedire l’accesso alle cure vere. A volte le conseguenze sono minori, come i pazienti che vedo in ambulatorio con una cardiomiopatia dilatativa causata da decenni di ipertensione ignorata volontariamente perché “big pharma ci vuole malati”. A volte, come nel caso di Francesco, diventano tragiche.

E qui voglio rispondere a tutti quelli che sotto i miei video di reaction – specialmente quando reagivo ai guru di TikTok che parlavano delle 5 leggi di Hamer – mi scrivevano: “Eh ma te la prendi con le cose facili, chi ci crede a questi? Solo chi ci vuole credere”.

Chi ci crede? Guardiamoci intorno: sotto al mio video sulla vitamina D decine di persone mi hanno detto di studiare meglio perché “il protocollo Coimbra funziona” (forse ora non li trovate più, perché li ho bannati quasi tutti). Stamina e Di Bella avevano migliaia di clienti, proprio come Wanna Marchi. Stefano Panzironi fa tuttora centinaia di migliaia di euro con le sue “teorie”, nonostante le svariate condanne.

E pensate che il fenomeno si fermi qui? In fondo non fanno la stessa cosa le signore su TikTok che dicono di controllarsi l’omocisteina perché “dammi retta, io ne so più dei medici”? O i biologi nutrizionisti che consigliano esami del sangue su Instagram nonostante il loro codice deontologico dica espressamente di non farlo? Ma vogliamo parlare dei purtroppo medici (non fatemi fare nomi per favore), che sono stati più volte richiamati dal loro Ordine – se non anche sospesi – perché diffondono informazioni antiscientifiche e pericolose? Eppure anche questi hanno ancora centinaia di migliaia di follower e libri che veleggiano trionfanti in libreria e su Amazon.

Forse è il caso di smettere di considerare queste cose come un simpatico fenomeno di costume con cui in fondo la gente può anche flirtare liberamente. Cominciamo a chiamarle per quello che sono: truffe pericolose.

Se questa riflessione vi ha toccato, aiutatemi a farla arrivare a più persone possibile. Condividetela con chi pensate ne abbia bisogno. E se volete, rispondete a questa mail e raccontatemi: avete mai incontrato situazioni simili? Come le avete affrontate?

Alla prossima settimana, bella.

Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

📺 Video – I’m 41, if You’re In Your 30s, Watch This…

Per alcuni forse Mark Manson è solo un Fabio Volo che ci ha creduto abbastanza, eppure da quando ho letto il suo famosissimo “La sottile arte di fare quello che c**o ti pare” mi è venuto spontaneo continuare a sentire quello che aveva da dire. In questo video si cimenta con un concetto di video talmente banale e derivativo che anche Gianni, wannabe influencer di Gorizia, ne ha già fatto uno simile sei mesi fa. Però al contrario di Gianni le idee sono interessanti e ti lasciano uno spunto di riflessione, al contrario delle solite 4 riflessioni trite e ritrite, partorite da un GPT e già sentite ovunque.

📚 Libro – Dritto al sodo (solito pessimo adattamento italiano di ”Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less”), Greg McKeown

Questo libro è tra i più osannati nella folta nicchia dei libri di crescita personale, forse solo un gradino sotto Atomic Habits, quindi prima o poi dovevo leggerlo. La mia prima impressione è stata: “Ok, quanto a lungo puoi scrivere del fatto che più ti concentri su una cosa sola e più ti viene meglio? Non bastava un post di un blog, o forse solo un tweet?” E più arrivo verso la fine e più questa teoria iniziale viene confermata… però. Però c’è anche da dire che a volte il valore non sta nell’idea trasmessa in sé, ma in come la sua ripetizione e la sua speculazione da angoli diversi riesca effettivamente a saldarla in testa, a mantenerla nel tempo e – in definitiva – a tradurla in realtà. Forse nel mio caso è presto per cantar vittoria, ma mi sembra che questo libro riesca molto bene a fare tutte e tre queste cose.

🎬 Il mio video di questa settimana:

✍️ Citazione della settimana:

Divertimento è cercare la variabilità in qualcosa che gli altri non notano. È fare breccia nella noia e nella monotonia per scoprire la sua bellezza nascosta.

Come diventare indistraibili, Nir Eyal

(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)

Avatar RiccardoFP

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