Il 21 maggio Eli Lilly ha pubblicato i risultati del trial di fase 3 del retatrutide, il loro nuovo farmaco per l’obesità.
Onestamente: sono così impressionanti da sembrare eccessivi.
Io credo che questo farmaco non sarà per tutti, ma da riservare alle situazioni più severe.
Andiamo con ordine.
Retatrutide è un agonista triplo: agisce su tre recettori, uno in più della tirzepatide. Il terzo recettore è quello del glucagone, e fa la differenza perché aumenta il dispendio energetico e accelera il metabolismo dei grassi nel fegato. In pratica, non solo riduce l’appetito ma, come il GIP, spinge il corpo a bruciare di più.
I dati di TRIUMPH-1
Il trial ha coinvolto quasi 2.400 pazienti. A 80 settimane:
Dose da 4mg: -19% del peso corporeo in media
Dose da 9mg: -26%
Dose da 12mg: -28%
Placebo: -2%
I pazienti che hanno continuato fino a 104 settimane con la dose massima hanno perso in media il 30% del peso iniziale. Un quarto del campione ha superato il 35% (!!!).
Per dare un riferimento: tirzepatide si ferma al 20-21%, semaglutide al 16%. I numeri del retatrutide si avvicinano a quelli della chirurgia bariatrica, che finora era l’unico intervento in grado di produrre perdite di questo ordine.
Aldilà del perso, i miglioramenti cardiometabolici sono coerenti con quello che già sappiamo degli altri GLP-1, ma amplificati:
- pressione sistolica -12 punti (come un ace inibitore?)
- trigliceridi -41%
- LDL -20% (praticamente pari ad una statina di bassa potenza)
- proteina C reattiva -64%.
- Il 93-95% dei pazienti pre-diabetici ha normalizzato i valori glicemici.
- Riduzione del 60% degli eventi di apnea notturna
- meno 70% del dolore articolare al ginocchio.
Gli effetti collaterali sono quelli della classe: nausea, stitichezza, diarrea, con tassi di abbandono però più alti degli altri farmaci.
Devo ricordarvi una cosa: nonostante molte persone lo reperiscano già sul mercato nero, retatrutide non è ancora approvato. Lilly presenterà i dati completi all’American Diabetes Association ora a giugno 2026. I trial su diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari arriveranno entro fine anno. In Italia, considerando i tempi di approvazione FDA, EMA e poi AIFA, difficilmente sarà disponibile prima del 2027-2028.
Ma la direzione è chiara: per i pazienti che oggi sono in plateau con i farmaci disponibili e hanno ancora molto peso da perdere, questa è un’opzione concreta all’orizzonte.
All’orizzonte abbiamo anche cagrisema e gli agonisti quadrupli, con molecole con meccanismi completamente diversi.
Per chi lavora in questo settore, e per i pazienti che ci stanno dentro, sarà un triennio interessante man mano che i prezzi scenderanno e sempre più opzioni si renderanno disponibili.