La seconda dose biricchina

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La seconda dose biricchina

L’Italia è prima in Europa per casi di morbillo. Di nuovo.
Per l’esattezza ci accolliamo più di un quarto di tutti i casi registrati in Europa: 653 su 2.335. Dietro di noi Bulgaria (564) e Romania (255).
I dati sono dell’ECDC, il centro europeo per le malattie infettive, e coprono settembre 2025-agosto 2026.

Seguo sempre l’andamento del morbillo per due motivi:
1) quando l’ho studiato all’università nel 2001 si prevedeva che sarebbe sparito entro il 2008, come il vaiolo, e invece siamo ancora qua.
2) Mi capitò di fare una diagnosi in un albergo in Trentino. Fu un casino assurdo, perché dovettero richiamare tutti gli ospiti da 5 regioni diverse, e francamente non mi sarei mai immaginato di fare una diagnosi simile.

Il punto debole, oggi, ha un momento preciso: il richiamo.
Sulla prima dose di vaccino non siamo messi neanche male: 95% di copertura.
Ma sulla seconda, quella che consolida l’immunità e che si fa a 5-6 anni, scendiamo all’84%, sotto il 95% che serve per l’immunità di gregge.

Nel caso ve lo steste chiedendo: fra i malati italiani dei primi cinque mesi del 2026, il 93% non era vaccinato, e più della metà è finita in ospedale (57,8%).
Nonostante certe credenze popolari, il morbillo non è esattamente una passeggiata di salute.

Vi lascio i dati così, senza ulteriori giudizi da parte mia.
Piuttosto: voi sapete quante dosi avete fatto, o dovreste telefonare a casa per scoprirlo?
E se conoscete qualcuno con un figlio intorno ai cinque anni, mandategli questo post. Magari si ricorda che deve fare il richiamo.

Avatar Riccardo FP