La Francia rimborsa i GLP-1

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Dal 15 giugno la Francia diventa il primo paese europeo a rimborsare stabilmente Wegovy e Mounjaro per l’obesità.

Per essere inclusi si deve avere un BMI sopra 40, oppure sopra 35 con una patologia associata (diabete, ipertensione), e si deve dimostrare di aver già provato, senza risultati, un percorso strutturato su alimentazione e attività fisica.

Sulla carta il rimborso è del 65%, ma chi ha comorbidità di fatto arriva al 100% (quindi praticamente tutti, in un modo o in un altro) e si arriva quindi ad una platea stimata di circa un milione di persone, per una spesa intorno ai 100 milioni di euro l’anno.

Da noi in Italia ci si vanta di essere “il primo paese al mondo ad aver riconosciuto ufficialmente l’obesità come una malattia cronica” (che poi, manco è vero, non siamo stati i primi) però la soluzione resta ancora a carico del paziente.

Quello che mi ha colpito però è altro. Si inizia dalle obesità più gravi, giusto. Tra i criteri di inclusione c’è l’aver già provato misure di vita, che comunque vanno portate avanti anche con il farmaco. Giusto. E soprattutto: è molto chiaro che la terapia è fatta per durare nel tempo, non un anno e poi ci si saluta (come ancora pensano troppe persone). Quindi pure nel modello in cui paga lo Stato, il principio resta lo stesso: il farmaco apre la finestra, ma sono le abitudini a tenerla aperta.

Secondo voi sarebbe giusto se applicassero gli stessi criteri, prima o poi, anche in Italia?

Avatar Riccardo FP