GLP-1 a cicli, funziona?

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L’altro giorno ho avuto un’idea.

Premessa: è una strategia condivisa che, una volta raggiunto il dimagrimento massimo possibile al dosaggio massimo tollerato con semaglutide o tirzepatide, allora si può scalare lentamente ad un dosaggio più basso di mantenimento.

Allora ho pensato: ma se dopo un certo periodo di assestamento si risale con il dosaggio, si riesce a raggiungere pesi ancora più inferiori? Cioè, tradotto, una somministrazione ciclica permette di raggiungere risultati ancora migliori?

L’idea mi sembrava sensata, ma non mi sono mai ritenuto più intelligente della media quindi il secondo pensiero è stato: “Possibile che non ci ha pensato nessuno?”.

Così ho passato un po’ di tempo a cercare se ci fossero evidenze a supporto. La risposta breve: pare di no.

Vi racconto cosa ho trovato.

I trial disponibili (SURMOUNT, STEP e altri) dicono tutti la stessa cosa: ridurre la dose non crea una “finestra di opportunità” per riprendere a perdere peso, porta semplicemente a recuperare qualche chilo.

E l’unico studio che ha testato direttamente il ciclismo del farmaco, fatto sui topi, ha mostrato che ad ogni ciclo la risposta si attenuava invece di amplificarsi.

Il motivo ha senso una volta capito il meccanismo: il plateau non è “tolleranza al farmaco” nel senso classico, cioè il farmaco non smette di funzionare. È che il corpo trova un nuovo equilibrio energetico in cui la sazietà indotta dal farmaco e la pressione omeostatica alla ripresa di peso si bilanciano. Abbassare la dose sposta quell’equilibrio verso l’alto, non lo azzera.

Quindi la strategia “a scalini” è biologicamente intuitiva ma non supportata dai dati.

Cosa funziona davvero per superare un plateau? Per ora le evidenze puntano su due cose:

  1. Pazienza con la dose massima tollerata: la curva continua a scendere, anche se più lentamente, anche fino alle 60 settimane di tratatmento.
  1. Ottimizzazione di proteine e allenamento di resistenza per proteggere la massa muscolare. (Che noia, eh? La medicina sa essere molto noiosa su queste cose. Ecco perché ogni volta che incontrate un medico questo vi dice “mi raccomando, bevi tanto”)

Per il resto, credo si dovrà aspettare la prossima generazione di farmaci. I dati sui nuovi agonisti tripli (retatrutide e simili) sono promettenti: sembrano spostare il soffitto più in alto. Ma siamo ancora in fase 2-3 e probabilmente non arriveranno in Italia prima del 2027-2028.

Per ora, per ottenere il massimo dell’efficacia possibile, l’unica strategia sembra essere: dose massima, proteine, pesi. E pazienza.

Avatar Riccardo FP